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Lavaggio ad acqua

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Lavori di sartoria

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Stireria

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Sanificazione ad ozono

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Vendita di saponi artigianali

Aria nuova al tuo casco.. e non solo

caschi moto

Con l’estate la voglia di fare un bel giro in moto esplode. E con essa è obbligatorio usare per la nostra sicurezza il casco.

Viaggiare e conoscere posti e culture nuove o anche già visitati è sempre un arricchimento e un bel vivere.

Sarebbe una buona abitudine però riporre il casco pulito alla fine dell’estate. Ma come si pulisce? Esternamente è semplice ma internamente?

Quasi tutti i caschi hanno gli interni smontabili e lavabili, ma alzi la mano chi ha messo mano al proprio casco per smontarlo e pulirlo e chi, quando lo ha fatto ha dovuto penare per riuscire a ricomporre il puzzle. Diciamo la verità: l’attenzione rivolta alla moto e alla sua manutenzione lascia poco spazio.

La soluzione per rigenerare un casco che ha visto troppe estati (e sudore) arriva in lavanderia Bolle Blu Lavasecco con una macchina che garantisce l'eliminazione totale di spore, muffe e parassiti cancellando così alla radice la maggior parte dei cattivi odori che si sviluppano nel casco.

Il sistema Helmetclean praticato in lavanderia funziona sfruttando l’ozono. Un compressore aspira e comprime l’ossigeno presente nell’aria facendolo attraversare da una scarica elettrica per generare ozono che a sua volta viene "pompato" nel casco e all’interno di guanti, stivali, giubbotti e altro eliminando i microrganismi.

A fine trattamento, che dura da 10 a 30 minuti, l’ozono in eccesso viene riconvertito in ossigeno attraverso il sistema brevettato e il capo trattato avrà un piacevole profumo di fresco, simile a  quell'odore che si sente dopo un temporale quando l’aria è ricca di ozono generata dalle scariche elettriche dei fulmini. 

 

Tu li lavi i capi nuovi?

lavare i capi

Chi di voi si è reso colpevole di portare a casa una nuova camicia o un paio di pantaloni dal negozio indossandoli senza lavarli???

Scommetto che hai sempre creduto che i vestiti nuovi, appena comprati in un negozio, fossero puliti vero? Ti sbagli.

Molto spesso sono addirittura più sporchi di quelli usati.

Se non sei attualmente una persona che lava i capi prima di indossarli, cambierai idea entro la fine di questo articolo.

Tutto dipende dalle condizioni in cui sono stati conservati, ma la maggior parte delle volte su di essi sono presenti quantità infinite di germi e batteri.

I vestiti nuovi, che noi crediamo immacolati, sono stati provati da altri clienti, sono caduti a terra o sono stati acquistati e poi cambiati con un altro capo.

La Division of Microbiology and Immunology della New York University ha condotto un’analisi su alcuni vestiti venduti presso tre famosi centri commerciali ed ha dimostrato che su quegli abiti nuovi erano presenti secrezioni respiratorie, dovute ad esempio a sternuti o colpi di tosse, squame di pelle, batteri fecali, secrezioni vaginali e lieviti.

Indossando un vestito con questa quantità elevatissima di germi, è come se si toccasse l’incavo del braccio o l’inguine di qualche sconosciuto.

Il numero di batteri su un capo di abbigliamento nuovo è praticamente superiore a quello presente sugli oggetti più sporchi che utilizziamo quotidianamente, come borse, smartphone e chiavi di casa.

Non sempre, però, i germi sono dannosi per la nostra salute, il sistema immunitario di ognuno di noi riesce a difendersi. E’ stato dimostrato che è impossibile contrarre infezioni e funghi semplicemente attraverso il contatto con abiti sporchi.

Sarebbe però buona abitudine lavare i vestiti nuovi prima di indossarli, magari con acqua calda e antibatterici naturali.

 

In beneficenza gli abiti non ritirati

abiti logoCon il cambio stagione capita più facilmente di portare i capi in lavanderia e poi di dimenticarsi di ritirali, mettendo così in difficoltà il gestore soprattutto per la mancanza di spazio.

La Cassazione però ha risolto questo fastidioso problema. Infatti se il cliente dimentica di riprendersi gli abiti puliti e stirati d' ora in poi sara' un grosso problema a suo svantaggio.

Con una sentenza della Suprema Corte, la numero 10519, e' stato stabilito il seguente principio: se il legittimo proprietario non passa a ritirare i capi di vestiario entro un mese, tre nei casi migliori dove il regolamento e' piu' morbido, il tintore dopo averli smacchiati, lavati e stirati sara' libero di buttarli nel secchio o meglio ancora darli in beneficenza.

Tutto e' cominciato con la querela tra una cliente e la titolare di una lavanderia a Milano.
La prima aveva portato in tintoria cappotti e tailleur chiedendo un servizio accurato, lavaggio e stiratura con pagamento anticipato. Ma poi si è completamente dimenticata di ritirare i capi. La negoziante, dopo sei mesi e 22 giorni, ha mandato al macero i vestiti.

Orari di apertura

Lunedì e giovedì
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